Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#wildness-1


Orizzonti e fate morgane,

il focolare ammutolito

di cieli lacerati

ebbri di circumnavigazioni

ritratte

aldilà di motivetti

concitati.

Un mosaico vitreo

d’interdetti vascelli

tra ciocche pensanti arruffate,

l’emblematico siffatto

sonno di polvere argenteo

su riflessi

di letti frastagliati,

il caro prezzo dell’Oceano

che raggiunge,

sopraffà gli arguti limbi,

sconfinate maree

derive e maestose onde,

diletto di delfini giocosi

su adagi pentagrammati

di pinnate euforie

ammiccanti,

ultima roccaforte

di fanciullesche declinazioni.

 

Etere in sublimazione,

risalendo le sponde

dell’ombelico dal magma,

filtrano striduli rami

ai primordi della fugacità

tra becchi variopinti

e foglie miracolose,

fintanto luce accechi

l’oblìo dell’alchemica

immanenza,

una rosa dei venti e un sospiro

tra minute di dita

per non averti.

 

Amor ti seppi,

tan libero e spinoso

che ti lasciai

il più bel dono,

lì imperturbabile

fra Orione e Antares

all’incrocio delle vie maestre

crocevia di naviganti e amanti

che a tarde ore

pregano le distanze

e soverchiano le memorie

d’unghie implacabili

a fior di pelle.

Seguirmi tra filati d’aquiloni

nell’onirico viaggio

dal bizzarro unisono,

levigato su lenzuola

di cera in pioggia di fiammelle

e petali, ancor petali d’Oriente

su vivide indecisioni inafferrabili,

fra milioni di volti

le perdute emozioni.

Corri, Lupo.

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