Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

Una puntina nel capitello dorico


Sulle rive delle Colonne propizie

l’uomo

si desta e solleva,

conscio del mutevole

silente viaggio

nel sapere.

Una sola punta tonda

serve i petali

del suggellato dovere,

Essere e Sia,

tumuli interrati

fra scheletri

privi di degna sepoltura

e memorie profanate,

edulcorati corpi

in ritmato perenne

procinto,

assetati di vita

e morenti taciuti.

Le schiene ripiegano

su se stesse,

le mani capienti

raccolgono terra,

nulla,

sino al giorno

delle rivelazioni,

in cui le certezze

periscono

valendo una vita.

Di qui truppe evase in marcia

verso la terra degli Ori,

dal Capo nord

raggelano

vecchie albe premature,

permane una patria

o un destino

che accompagneranno al macello

il primitivo Uomo,

ansimante, soffocato,

appagato da nuove

metafore scadenti.

Coniati nuovi termini,

i tracciati del conio schiacciano

le persone

e destituiscono il tempo

della natura,

calpestandola nel respiro.

 

Ancora mari agitati

d’immaterialità

che fasciano e legano,

annebbiano le viste

dei naviganti compiaciuti,

tra coccarde

e case fatiscenti.

Là dove la brace brillava

sotto le stelle dell’universo.

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