Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#the-lover-2


Frontiere,

rimembranze su fianchi stagionati

di docili speranze

che andavano custodite

tra polvere arrugginita

e torpidi silenzi ghiacciati.

Terre,

udiste la voce accorata

di bimbi divorati

da turpe virulenta noncuranza,

dita intrise di ghiande fanghi

sul petto di chi morse

transitorie spoglie.

Sebbene mai comprendemmo.

 

Il crepuscolo voltò

i suoi raggi intarsiati

di bagliori e avori

in lune bluette,

supina ammiccante

la riva inghiottiva

l’oscurità patinata

di libellule intermittenti.

 

Atterrava sconsolata

la certezza delle stridenti

note proferite

a labbra serrate,

natura impertinente

selvatici occhi di mare

in tempesta,

impetuose rovine

tra suggestivi tramonti infuocati

d’insaziati tormenti

inesplicati.

 

Caparbio tenero riflesso

increspato gioiva

di moine lacustri,

pregai piume e nubi

al desio

sull’ingresso

di rami muschiati

e sottobosco levato

di goccioline e umori

pralinati,

acre mistura di riserva

e immensi spiriti

che scioglievano i nodi

del sacro fuoco

nell’ultimo fluttuante

sospeso fiato

di scintilla

in ascensione verso l’aere.

Fiocchi adagio

di bianco candore.

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