Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#40


Calava il buio

su pietre di un sentiero

macchiato di primule

e conifere,

un’aria tinta

di usignoli volteggianti,

in cima al misterioso

cannibalismo

in gran corteo funereo,

vestiti di piume intente

a gioviali pose di grazia.

Gli ultimi raggi di luce

estraneati dal pallido

tramonto di province

immobili, ragione

di passaggio su orizzonti

che svaniscono,

inghiottiti dai lamenti

delle ombre.

 

Spezzate le catene

rimase un unico sogno

guidato da note grigie,

armonia rigogliosa

di nefasti presagi.

Quella notte

la caverna indietreggiò

alla compaciuta corsa

alla vita,

altopiani di ali risplendenti

in madreperla lenita

da noci ed erba mossa.

 

Non si può commettere

due volte lo stesso errore,

se ripetessimo la stessa azione

non avremmo lo stesso risultato.

In dubbio sul burrone.

Sentori di precarietà.

 

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