Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#76


Occhi stanchi,

di indelebile resa di infiniti orrori

e dosate gioie,

fissi rivolti all’ultimo addio

disegnato sulla clessidra

dei nostri venti. È burrasca.

Non si dovrebbe veder perire

luce di vita, flebile fuoco rimasto

in cuor mio

nei lunghi orizzonti di lande,

cristalli di neve

e inospitali deserti.

Non v’é riconversione

solo lamento infinito nel petto

che nessuno sopperirà.

Dimenticandomi del nulla.

Sparirò per non udire

la pazzia cieca del dolore,

le grida impazienti

del cielo oscuro,

grigio e basso su di me.

Mani che si ergono

cercando un dio

che non consola,

dove trovare la candida

quiete.

 

Amor mio,

senti che faticosamente ansimo

e non ho che lacrime da donare al prossimo.

Smisi ad un tratto di essere,

getterò carte timbrate

con un nome

che non so più,

chiedendomi chi fosse

chi é stato.

Non mi appartengo,

non appartengo,

chi sono io

che non sono mai stata.

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