Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#mercanti-del-nulla


Tra le rime stropicciate

si sollevava il bagliore

di bluastre e violacee

protuberanze,

colavan pietre

d’avorio

odore plastico

di notti

alla penombra di riluttanti

abomini,

secondi tolti

alla lucida follia.

 

In vistoso pellame

baldanzoso

il rifiuto permaneva

nelle più radicate convinzioni

ottenebrate dal cappio

seducente e proporzionato,

un vecchio stanco

dimenticato mondo

pretendeva

di strisciare

ai piedi degli spiriti

per catturarne

la folgorante alchimia.

 

Gli osceni arcani

sputacchiavano

rimorsi

d’un tacito vissuto,

sebbene molesti

una realtà

contrapposta

soppesava

l’irraggiungibile, terso,

di cui si doveva

aver premura

e dominanza.

 

Eravamo non-vivi,

i sensi

perverse maschere

e i fili solo una cometa

sulle volute dell’indeterminabilità,

un cielo stellato

d’incubi mozzafiato,

ecco l’impeccabile

sinusoide frastornante

a solcare

la banale paralizzante fine.

Di che libertà morire,

di che morte vivere,

minuti nel confine

tracciato,

il prezzo per non essere liberi,

la differenza demotivante

tra il gesso e il torrente.

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