Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#33


La metà di una giornata

divide i nostri aliti

di parole accaldate

in sguardi accesi e desiderosi.

Di te l’odore di un blocco

consumato,

presto dovrò cercarti

nei rivoli di gote in penombra.

Lasciati mordere

le labbra color ciliegia,

vola un intero Oceano

per un sol bacio.

Un bacio solamente.

 

Seduta in metropolitana,

destinazioni che valgano

il mio stato d’animo in apnea,

assente della dannazione.

Silenzio.

Straniera sorrido

del tuo stupore alla mia bizzarria.

 

Non vi é pace, non vi é Dio,

non vi é Paese,

quale consolazione amara

nel giorno della logica.

Abbiate pietà di un’anima

condannata che arde

all’eterno pentimento.

Aver amato.

La più ignobile delle colpe.

E alla fine di questo blocco

che vive di carta e penne

disegni molesti,

le mie iniziali di omaggio,

la convinzione di averti

perduto impalpabile

fra queste mani

che rimiro e rimiro

e rimiro

in un lento amabile buio,

cieca in una volta

di addii e perché.

 

Di risponderne chi siamo.

Sfumati inermi

contrariati dalle leggi del mondo,

diffidate dal cosmo.

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