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Maria Chiara Fagioli

La giustizia del Mare


Mare,

quale giustizia professi

risucchiando carcasse di galeoni,

carni saccheggiate

ai tramonti d’Ovest.

La veemenza

spazzò solerte

vividi giacigli

e balaustre portanti,

reggimenti orfani

e miracoli perduti.

 

Oh mare,

s’arrese la sorte di soppiatto,

la conoscenza lenì le pene umane

e scaraventò verso Nord

attimi di fugace estasi,

infrangendo pretestuosità,

eroiche presunzioni

dirette su aguzze scogliere.

Riconobbe la minutezza

la gabbianella,

scossa,

dalla umida nuvola di salsedine,

fuliggine insormontabile,

fedele compagna errante.

 

Avvolse e richiamò

marinai sparuti

che di abissi non poteron

risalire i mari freddi.

Invano sulle sponde

porgeron

ossequiose concessioni floreali,

secche di stagioni,

d’inquietitudini non fecero

ritorno.

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