Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#elsewhere-1


Lasciati ascoltare

nella pallida distesa

di un mattino d’inverno,

il fantasma steso

insondabile l’emozione

scura. Tetra.

Saperti,

privilegio rivelato

nel religioso autunno

abbozzato,

l’inferno di passioni smaterializzate

in frammenti

brandelli. Gemiti sul collo.

Nervosi volti solcati

giocavano contrastando

intimità

e sguardi sconnessi,

in disincanto ritratto,

istanti rubati

affini alla folle

maledizione

della più grande

gabbia dell’uomo

adornata dallo stesso

secondo precise leggi.

 

Nuvole dense

di soppiatto

nell’aereo accecato

dalle prime luci

fuggevolmente in partenza,

la mano nella pozza

acquatica

muta e trasfigurante

percezione e tocchi

di desideri,

allucinazioni vibranti.

Distendo il passo,

sensuali turbamenti

sfociano in respiri

dolci e incombenti,

riflessi eleganti

sulle poche ombre

di neve,

ferite sulla terra

spoglia e maltrattata.

 

L’incubo di cancellarti

stringendo fra le mani

la durezza della dissolvenza,

corona d’alloro che cinge

il volteggio del nostro libero vagar

pel mondo.

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