Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#despite-2


Sbuffava su rotaie

ricoperte di malva

e protette da vergini tradizioni,

il treno accompagnò

a un destino inesorabile,

qualche lieve accennato ritocco

su rovine abbandonate.

L’orologio indicava

il passaggio d’un tempo perduto,

l’edera ruggiva

sugli ingranaggi di un quadro

consunto.

Terra arida e asfalto rovente,

una salita di ricordi e affanni.

 

Si ritornava bambini,

non che lo sviluppo

abbia mai accompagnato del tutto

il cammino nel declino,

estasiante odore

di muffe, damigiane,

pietre in ombra,

ragnatele.

Strade e persone

che mai lasciaron porti sicuri,

forestiera d’aria

e isole arcane.

Di quale viaggio s’incanteranno,

Nettuno e Artemide

amanti sotto cieli stranieri

al volgersi del tempio di Giove.

Imprese d’amore,

mappe dorate e valigie blu

in periodi gelidi.

Allorché si taccia,

sorseggiando

il mare negli occhi limpidi,

di danno umano non vi fu traccia.

Il sorriso del mondo

porgendo la mano.

Vite di frontiera.

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