Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#despite-1


D’imperturbabili moine

si destava la notte cagionevole,

sopra scacchiere di marmi

le inadeguatezze arrecavano

piani collaudati e sassi

su fluide strettoie di vivide immagini.

Una sinfonia azzurra celava

il siffatto temporale novello,

perfetta esecuzione

di superflua anatomia

e remote verità

comprese acerbe.

Il distacco dall’amata

disdicevole tripudio di corone d’allori,

pedine cangianti

supponenti al macello afono.

Carni sensuali,

affrante da amputazioni visive,

un’altra blasfema pillola

elargita non senza contrari.

La giustezza marciva

e il cieco asseriva

non si vedesse abbastanza,

la penombra risplendeva

di fulgide scintille

fra biechi cicli d’assenza

di ragione,

interpellate le frontiere

al dramma

si recavano artifizi illusori d’errore

nel perpetuare l’estinguersi.

Tanto abituati

alla sciocca seppur misera menzogna,

che disonestà

vestì la follia

di un girotondo senza fine.

Libero arbitrio

su fondale immutevole,

il rifiuto del bistrattato

a portare il peso

di molluschi dalla considerazione rilevante.

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