Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#113


Culla di spine,

genera il mondo

da corrugate compassioni

di eccessi maldestri

su fronti dimorate da vertigini.

Di istanti assaporo

il polposo lampone,

dolce istigazione

concessa da un viandante

di questa galassia.

Ricoperti di gramigna

a note pastellate

madreperla nelle sue gocce di vita,

del tuo rifugio alle alte

fronde di una quercia

riprendo il lento vagabondare,

per fertili campi pennellati

di sensazioni e bisbigli spettrali.

L’orizzonte notturno conosce

la via, peregrinazioni

dell’anima per un quarto

d’amore ancora.

E ancora. Ancora.

Scoscese ripide fughe

su un pavimento di suprema purezza perduta,

giardini filtrati da glicini

e odore di pioggia selvatica.

 

Un ballo fra le nubi e il cielo,

un invito che mai avvertirai

catturato da equilibri rimossi

in pesi sapientemente combinati

a dovere. Tua dolce tortura.

Le ultime bollicine, s’annega.

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