Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

Cover your wrinkles, find out the dust


Instancabili facezie

umori lignei

in orari di giacenze

prive di fondamento,

si lasciava rimirare

il fondale delle suppliche

rivoltose

e raggelanti rinunce,

purchè non lo si profetizzi

impropriamente

con i toni malconci

delle disgrazie d’amore.

Ahi.

 

Crepe lussureggianti

di cime rigogliose

dove albeggiava

la speranza di svanire,

della stessa mortal natura

di una nota stridula

incessantemente convergeva

su pregiate corde

ridondanti,

sinfonie distolte

d’intromissioni

dalle goffe cadenze.

Strazi arrecati,

passi di terra bruciata

e grida d’orrore,

lagune d’odio

e baie d’astio.

 

Naufraghi d’epoche

indolenti

tra paludi melmose,

il vascello impantanato

si arenò inesorabilmente

dileguandosi nelle aride pozze,

denso di nostalgia

caricava corpi predestinati,

vite tatuate,

menzogne farfugliate

e per nulla concesse.

La fioritura del niente

che soggiace

si protrasse

sino ad estinzione

del racconto errabondo.

Mancammo di vanità meschina

nel ricamo di fantasiosi inganni

in vendita,

dall’inerzia offuscata

furon bagliori, lampi,

voce del magma primordiale

laddove crebbe il tutto

che tace.

Infine.

 

Le labbra incandescenti

sfiorarono le rughe

in un morbido ricordo.

Comments are closed.