Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#allweneedislove-5


Il diapason dell’anima

puntava sulle tredici

battendo insistentemente

il divenire resosi nulla

in abiti convenzionali.

Evitammo l’ultimo desiderio

a cadenza di perversi ritmi tribali,

volgendo l’arcana predizione,

trascendevano la maestosità

di fanciulleschi sguardi

e moti di rigogliose gardenie

soavemente pennellate di fine incanto di pioggia.

Noi spettatori di complice torpore,

il solstizio irradiò contorni vacillanti

di carni e sangue.

Rifrazioni sino a te, non privarmi

di inutili righe stonate di un Oceano,

non torneranno

e sarà anche il nostro  respiro finale.

Distante averti

d’età ormai a dividere le nostre mani,

era una flebile luce

fra crepuscoli reiterati

con la violenza degli impotenti,

una corona d’alloro il canto d’usignolo

dedicavan mondi sommersi di spighe

in caparbi volteggi di rondini,

esorcizzavan le nostre miserie e gabbie.

Libeccio che donerai

le mie lacrime al destino cieco,

due amanti senza cielo.

Chi insegnerà la nostra storia

un’altra meteora già fu e ancora ancora,

e rimase acerba distruzione

leccandosi le dita.

Sospirami negli acuti eolici dell’imponente Nord,

di strazianti torture

smisi d’amar.

Esule di tramonti stellati

ubriachi fra carri dismessi

e orse desolate.

Ché mi struggei per due occhi

tan’ nobili e puri

che mai più baciai.

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