Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#absence-3


Riuscivamo ad incalzare

le rocce

dei chilometri in affanno,

un freddo torpore esalava l’ultimo

recondito grado

di sopravviventi

dall’argenteo

ritmo di passaggi astronomici,

rami diradati

sulle tempie.

Un territorio di gran levatura

ammiccava al riposo

del giorno,

laghi bianchi

rossi infuocati

gettavano le armi

al sorriso obliquo

cucito fra lampi

del cielo.

Cicaleccio assordante

di torrenti indisciplinati

e pensieri solinghi,

insopportabile

fondale di occhi

decaduti

su partenze

mai superate.

Correva lento

il flusso scuro

di sovrapposizioni stregate,

mosse da notti

di blandi operati

e ragioni bandite

dai regni

dell’inopportuno.

Indugiando

l’ultima brace,

quasi cenere,

a tal punto nitidamente arduo

parve lo spauracchio

dell’amor.

 

In capo al mondo

scivolava bruciando

di frutti ribelli

e costellazioni briose,

sfumature a stento lambite,

il terrore fluttuante

nella sabbia della clessidra,

a rendere inutilizzabile

il putrido bullone nell’ingranaggio

del solstizio estivo.

 

Il nostro percorso

da soffi di battiti,

respiro segregato

in cuor mio,

impedimenti clandestini

fra sabotatori onerosi.

Vani sforzi,

coscienze riconciliate.

Ahi, mite rassegnazione,

giubilo di zuccheri canditi,

a sedar magnificenze caleidoscopiche.

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