Visual Alchemy

Maria Chiara Fagioli

#absence-1


Una ricurva figura

in controluce

sorreggeva la distante

chiassosa caparbietà,

al passaggio di sottili

fasci luminosi

lenivano pensieri d’ingombri.

Decostruzioni temporali

disarticolate,

uno sparo di netto

in buchi neri dimensionali,

precipitate da posture

inermi, grotteschi

palazzi intinti

nella radente nullità

insipientemente risollevate.

 

Se le sorti di tendoni

distratti potessero

recare strutture

di pietre su argilla

intrisa di lacrime

piovane.

Ticchettii dosati

su inchini infettati

di ferocia,

l’immanente assenza,

un deserto di gran passo

fra miraggi di borracce.

Spine in gola

e cespugli a impolverare

il segregato cuor,

gusci di carne affondati

nella traversata verso il ritorno.

Sotto un salice,

la quiete avvolgente

del nostro lago,

un’intesa attesa

per quel bacio disatteso,

circondati di stelle cinguettanti

e timori inconfessabili.

Baciami in un piccolo

borgo di ricordo,

fintanto l’imbrunire

offuschi la fresca ansia,

spettatrice del dolore

in questa veglia sorda.

Ciechi di verità.

Adornata la glassa delle mie pupille

all’armonia pacata della tua voce

di arguto tocco

e sublime assenza.

Maestosa delizia taciturna

a sfiorar le gote arrossite

di gentili umori.

Baci voluttuosi d’incanti perduti,

perfidi misteri di vil distacco.

Notti inquiete a sedar

angosce di morte,

tormenti d’amor.

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